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Vini alla Locanda dell'Istrice

Verdicchio di Matelica - Cantina PRO.VI.MA di Matelica

Il “Verdicchio di Matelica”, vino di origini antichissime, di cui già si parla ai tempi della calata dei Visigoti verso Roma, intorno al 400 d.c., ma le cui origini sono da collocarsi intorno all’VIII secolo a.C., è stato riconosciuto vino a Doc nel 1967, dunque addirittura prima di quello di Jesi.

Il Verdicchio di Matelica si produce in un ristretto lembo di terra che interessa le province di Macerata (6 comuni) e Ancona (2 comuni).

La componente di base è l'uva Verdicchio, per un minimo dell' 85%. Possono concorrere alla produzione di questo vino anche uve provenienti dai vitigni a bacca bianca, purché in misura non superiore al 15%

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Verdicchio dei Castelli di Jesi “Verdemare” - Cantina Mezzanotte di Senigallia

Nel 410 il re visigoto Alarico portò con sè quaranta some in barili "nulla a sé stimando recar sanitade et bellico vigore meglio del Verdicchio".

L'uva Verdicchio è autoctona delle Marche centrali: non ci sono altre regioni dove crescano viti uguali o sorelle.  Interessa la maggior parte del territorio collinare della provincia di Ancona con fulcro nei castelli di Jesi.

Si ottiene con uve del vitigno Verdicchio, una varietà autoctona, che esprime solo nelle assolate colline dello Jesino le sue caratteristiche migliori. E' consentito l'impiego di uve provenienti dai vitigni Trebbiano Toscano e Malvasia Toscana in misura non superiore al 15%.

Passerina "Truentus" - Fonte del Cerro

La "Passerina" è un vitigno autoctono del Centro Italia e risale al popolo Piceno. E' imparentato con il Trebbiano toscano.

Data la crescita rigogliosa di questo vitigno, una volta viva chiamato "Cacciadebiti", perché rendeva talmente tanto da permettere ai contadini di saldare i propri debiti con il ricavo della vendita dell'uva. 

Si tratta di un vino eccellente, molto equilibrato ed elegante, giallo paglierino con leggeri riflessi.

Pecorino “Le Merlettaie” - Azienda Agricola Ciu' Ciu' 

Il vitigno, chiamato anche Uva Pecorina e Uva delle Pecore, è certamente di antica origine marchigiana. Varie sono le teorie, ma la più accreditata sembra essere quella che lega la viticoltura ad un'altra grande tradizione picena: la pastorizia, che aveva inizio in genere nella prima metà del mese di settembre, svolgendosi in antichi sentieri ricavati sulla terra nuda o inerbita, tra i boschi e le campagne coltivate. I grappoli di Pecorino, avendo la caratteristica di raggiungere la maturazione in anticipo rispetto alle altre varietà picene, erano molto appetibili e gradite agli animali, che a fatica venivano trattenuti dai pastori. I vitigni che concorrono alla produzione della DOC sono: Pecorino minimo 85% - Possono concorrere altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, raccomandati e'o autorizzati per la provincia di Ascoli Piceno, fino ad un massimo del 15%.

Lacrima di Morro d’Alba “Passione di Mezzanotte”Cantina Mezzanotte di Senigallia

Narra la leggenda che già nel 1167 Federico Barbarossa lo potè apprezzare allorchè, posto l'assedio alla città di Ancona scelse come propria dimora il Castello di Morro d'Alba. Questo vino si ottiene da un vitigno antico che veniva tradizionalmente "maritato" all'olmo e all'acero e si coltivava nelle colline che circondano Morro d'Alba.

Si ottiene con uve provenienti da vigneti autoctoni, unici di questa zona, conosciuto con il nome di Lacrima. Possono concorrere alla sua produzione anche uve di Montepulcinao e Verdicchio, da sole o congiuntamente, ma in misura non superiore al 15% del totale..

Rosso Piceno Superiore - Azienda Agricola Ciu' Ciu'

Un vino delle terre degli antichi Piceni i quali raggiunsero, con questo "nettare degli Dei", già allora, alti livelli di quantità e qualità.

La mescolanza di uve dei Vitigni Sangiovese (dal 30 al 50%) e Montepulciano (dal 35 al 70%) presenti da soli o congiuntamente. Possono concorrere inoltre uve di bacca rossa autorizzate, fino ad un massimo del 15%. L' intento è di integrare il profumo, ottenere maturazione e morbidezza in tempi brevi.